Visualizzazione post con etichetta Andrea Zucchi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Andrea Zucchi. Mostra tutti i post

mercoledì 5 marzo 2014

StorieReali presenta: INTERVISTA AD ANDREA ZUCCHI

                                "Il confine incandescente tra visibile ed invisibile"


Ritratto di Andrea Zucchi, foto di Antonio De Luca

Nell’ambito della fatale, sotterranea attrazione e ormai accettato ritorno della pittura, le strade percorse sono state principalmente due: quella del recupero e utilizzo di immagini digitali o fotografiche, riproposte in chiave pittorica e quella del disfacimento della forma, espressa in chiave astratta e informale. Indipendentemente dalla consapevolezza generale o dalla libertà individuale, l’anarchia istituzionalizzata e i percorsi alternativi sono ormai una realtà. Uno dei più grandi artisti di oggi, Gerhard Richter, cambia infatti genere e stile ed attinge continuamente dalla Storia dell’Arte: le sue composizioni sono generalmente fotografie, immerse e deturpate dal pigmento del colore.
Per comprendere invece il lavoro artistico di Andrea Zucchi, bisogna partire dalle esclusioni. Lui non è un freddo pittore concettuale, non un è tardo manierista classicheggiante, non è un asettico figurativo pop e neppure un espressionista selvaggio con derive Pulp. Come Alberto Burri, che si schermiva quando lo definivano un artista e voleva essere chiamato pittore, Andrea Zucchi ha sempre privilegiato lo strumento pittorico, che nel tempo si è prestato a diverse interpretazioni, determinate dal libero uso dell’iconografia.