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lunedì 12 maggio 2014

StorieReali presenta: INTERVISTA A MARCO POLLICE

                                   
                                         “Le mille luci di Marco Pollice”
                       
Marco Pollice



“I colori oramai non sono più pigmenti, sono luci. Noi viviamo almeno il sessanta per cento della nostra giornata in mezzo a luci colorate. I casi sono due: o ci spariamo, perché non sopportiamo questa disumanità del paesaggio che ci circonda, oppure ci viene voglia di capire che cosa possiamo farne” Ettore Sottsass

Oggi i passaggi tra le espressioni artistiche sono fluidi, non esistono linee di demarcazione tra scultura, pittura, architettura e design. Chi opera in questi territori senza confini, come Marco Pollice, riconosce che gli ambiti di ricerca e di progettazione si sono amplificati: dalloggetto allabitazione, dalla città fino al paesaggio urbano e alla dimensione sociale. Come auspica, in anticipo sui tempi, il grande teorico prima che designer Ettore Sottsass, non si può eludere limpatto psicologico, prima che estetico, che le invenzioni e i progetti urbani hanno sulla comunità intera.

La luce è stata un elemento centrale per tutti gli innovatori: nel cinema, con i chiaro scuro di Friz Lang e gli sguardi illuminati di Buster Keaton, in pittura, con gli scorci psicologici di Caravaggio, con la luce artificiale di Vermeer, e le installazioni neon di Fontana, in architettura con lapertura alla luce naturale nelle costruzioni di Le Corbusier. E questi sono solo pochi esempi. Eppure per molto tempo, come in altri settori, lItalia è rimasta indietro nelluso delle nuove tecnologie e delle infinite risorse legate allilluminazione. Il nostro immaginario collettivo spaziava in modo limitato dai principeschi lampadari veneziani di Murano, ai neon asettici e asfittici dei garage o dei lampioni delle nostre città, senza dimenticare le abatjour del tinello negli anni 50. Non per Marco Pollice che è sempre stato al passo coi tempi, facendo ricerca e aggiornamenti costanti.