giovedì 11 giugno 2015

StorieReali presenta: INTERVISTA A NICOLA CAMPIOTTI

                                                         
                                                         Sarà un Paese
 "L'anima di un luogo cambia e muta per come vien tenuta, per come è governata”
Nicola Campiotti

La locandina del film Sarà un Paese
di Nicola Campiotti

In un universo sprofondato in una crisi planetaria e non solo economica, dominato dalle immagini e da un paesaggio artificiale, si percepisce l’urgenza sotterranea e troppo a lungo elusa e rimandata, di fare chiarezza, di un ripensamento sulle tematiche, le modalità e i significati dei linguaggi espressivi, in ambiti come la letteratura, l’arte e il cinema. Troppo spesso, si tratta di un sistema gerarchico, chiuso e limitato alle generalizzazioni e alle rassicuranti conferme, invece di cercare e privilegiare un’intesa e un dialogo con il pubblico.
 In questo senso, il regista Nicola Campiotti, con il suo primo film del 2013 Sarà’ un Paese, ci invita a ripensare al significato di rappresentazione del mondo, di relazione con l’altro e sulla responsabilità dell’autore e contemporaneamente dell’artista.

domenica 24 maggio 2015


LA GRANDE MUSICA: IL CAVALIERE DELLA ROSA A BADEN BADEN E PARSIFAL A BERLINO
Der Rosenkavalier di Richard Strauss: direttore Simon Rattle; regia: Brigitte Fassbaender; scene: Erich Wonder; costumi: Dietrich von Grebmer; interpreti: Anja Harteros; Peter Rose; Magdalena Kozena; Anna Prohaska; Lowrence Brownlee, dal 27 marzo al 6 aprile 2015 a Baden Baden.

Parsifal di Richard Wagner; direttore: Daniel Barenboim; regia e scenografia: Dmitri Tcherniakov; interpreti: Anja Kampe, Andreas Schager, Renè Pape, Wolfgang Koch; dal 28 marzo al 18 aprile 2015 a Berlino.

di Carlo Schiavoni


I protagonisti di Parsifal a Berlino: in piedi, Anja Kampe; seduti Renè Pape ( a sinistra) e Andreas Schager. (crediti fotografici: Staatsoper im Schiller Theather@Ruth Walz)

A Pasqua fioriscono i primi festival di musica “forte”, almeno a nord delle Alpi. Baden – Baden è , dal 2013, sede dei Berliner Philharmoniker, ove si trasferiscono per due settimane, avendo essi abbandonato, al proprio destino, il Festival di Pasqua di Salisburgo, fondato da Herbert von Karajan.

mercoledì 20 maggio 2015

StorieReali presenta: INTERVISTA A RICCARDO CRESPI

                       
        Provocazioni, riflessioni e confessioni di un gallerista: Riccardo Crespi

Emma Ciceri, Anatomia-Folle, installation view, 2013, courtesy gallery Riccardo Crespi,
photo by Delfino Sisto Legnani


Nella complessa dimensione attuale, caratterizzata da continui mutamenti, sia dal punto di vista economico, scientifico e tecnologico, in uno scenario sempre più artificiale e lontano dalla natura, 
Riccardo Crespi apre coraggiosamente la sua Galleria nel 2006, con un programma dedicato principalmente ad artisti giovani, italiani e stranieri, che operano contemporaneamente, mescolando diversi linguaggi e tecniche, cercando di compiere un’analisi sugli strumenti e sul proprio fare, in un continuo slittamento tra attualità e storia, narrazione e realtà, finzione e mito. Con il postmoderno, siamo stati spettatori di un recupero di stili, di un’imposizione di mode e di un fluire di tendenze, che spostano inevitabilmente e volutamente l’attenzione da una riflessione critica e da un’analisi profonda all’evento, alla spettacolarità, in un mondo completamente mutato a causa della frenesia tecnologica e della prolificazione indistinta d’immagini. 

venerdì 1 maggio 2015

StorieReali presenta: INTERVISTA A REZZONICA CASTELBARCO E CRISTINA MAGLIANO

                                             
                                                “Donne Illuminate”

Cristina Magliano e Rezzonica Castelbarco al Fuorisalone 2015,
Spazio Orso !6, Milano

“Ho un nuovo progetto. Metteremo un’opera egizia vicino a un disegno infantile, un’opera cinese vicino a un Doganiere Rousseau, un disegno popolare vicino a un Picasso e cosi’ via. A poco a poco coinvolgeremo nel progetto scrittori e musicisti”
Wassily Kandinsky

19 Giugno 1911: Wassily Kandinsky ha un’idea. Nella lettera che scrive all’amico Franz Marc da’ una nuova traccia di quello che diventera’, un anno dopo, l’Almanacco del Cavaliere azzurro, la prima rivista che ambisce a rifondare le pratiche artistiche europee in una prospettiva mondiale , dando spazio alle arti di civilta’ lontane ma anche ristabilendo una continuita’ tra l’arte popolare e l’arte colta, tra il gesto creatore del bambino e quello dell’artista adulto. E’ indubbiamente l’atto di nascita dell’arte moderna, per la sua ambizione interdipliscinare e anche per la rivendicazione di autonomia degli artisti nei confronti degli intellettuali e del mercato. Qualche anno dopo ovviamente i nazisti qualificheranno “degenerati” gli artisti che scrivevano su quell’Almanacco.
Rezzonica Castelbarco e Cristina Magliano, sembrano aver assimilato perfettamente la tendenza al comparativismo di Wassily Kandinsky e possegono entrambe, una naturale propensione a scompigliare le carte del gioco. La stessa determinazione a sperimentare, mescolando ambiti, generi e perfino provocando slittamenti temporali, che ritroviamo nel loro ultimo progetto: “Donne illuminate”.

martedì 17 marzo 2015

StorieReali presenta: KASIMIR MALEVIC, ANGELA TRAPANI E L’ASTRAZIONE

                                                            “Tolto l’infinito, nulla rimane”. 
                                                                                         Nicolò Cusano

Angela Trapani, foto di ROBERTO RICCI ©
Brera Sala Hayez febbraio 2015


In riferimento alle opere, alle “semisfere” dell’artista Angela Trapani, molto è stato scritto e i riferimenti sono stati differenti. Dall’architettura orientale delle moschee, alle cupole di Palermo di San Giovanni degli Eremiti e di San Cataldo, fino alla citazione dei pianeti celesti e perfino del corpo femminile. Per comprendere però la ricerca iconografica di questo figura geometrica, di questo archetipo, fino alla sua inesorabile e progressiva astrazione, dobbiamo inoltrarci nel “mondo senza oggetti del Suprematismo, quel mondo oltre tutte le figure”. 

lunedì 2 marzo 2015

StorieReali presenta: INTERVISTA A NICOLA DI MONTE


                                  "Cinema: incontri ravvicinati"

Nicola Di Monte

Se il tuo lavoro ti distrugge e tuo marito è alcolizzato e disoccupato cosa si può fare? Rifugiarsi al cinema ovviamente, dove puoi innamorarti del protagonista del tuo tormentone preferito, come succede a Mia Farrow, nell’ironica e romantica commedia: ”La rosa purpurea del Cairo” di Woody Allen, che non perde occasione, per ricordarci che il Cinema traduce, interpreta e rievoca ogni volta, i nostri sogni più segreti, tutte le inconfessabili paure e le più remote illusioni. 

Dello stesso parere, è anche Nicola Di Monte, che oltre ad essere il fondatore di un gruppo come “Cinematti”, già cult tra i social network, è blogger di “Il Fatto Quotidiano”, collaborazione, che si concentra nella condivisione di tutto quanto riguarda, la sua incrollabile passione per il cinema. Non è però più sufficiente tenere il pubblico aggiornato su le novità e i retroscena di set e star. 
È lo spirito multiforme e le storie reali degli spettatori, che è necessario svelare e portare, una volta per tutte, alla ribalta, perché realtà e fiction si possano esaltare ed alimentare reciprocamente. 
Agli assidui frequentatori di cinema, Nicola Di Monte, suggerisce così di appostarsi vicino alle casse, come quando siamo in fila per l’acquisto del biglietto ed osservare indisturbati e senza essere notati, l’eclettico e multiforme spaccato di avventori. Ed è proprio da questo osservatorio privilegiato ed occulto, che si possono captare, cogliere ed intercettare, frammenti di conversazioni, atteggiamenti reiterati, tic e slanci, proprio come fanno alcuni registi e numerosi scrittori, per trovare idee ed ispirazione. 

domenica 15 febbraio 2015

StorieReali presenta: INTERVISTA A SERGIO MANDELLI

                                                        
                                                           "Praline: Qui e Ora"


Sergio Mandelli, in una puntata di "Praline".
                 

Con la contrastata e scandalosa opera: "I funerali dell’anarchico Galli"’, Carlo Carra’, già nel 1911, vuole riportare lo spettatore al centro dell’opera. Sergio Mandelli, ex gallerista e divulgatore d’arte, con la sua nuova rubrica on-line: "Praline: prelibatezze dal mondo dell’arte", dedicata ad artisti moderni e contemporanei, vuole ricollocare l’artista al centro della scena.
In un paese come l’Italia, dove la Storia dell’Arte e’ bandita dai licei e il sistema dell’arte rimane ancora agganciato alle leggi del mercato e il linguaggio della critica risulta, quasi sempre, pesantemente ancorato a dei codici criptici, un’avventura come questa, che utilizza una nuova forma di divulgazione e di comunicazione digitale, può risultare una vera sfida.
Il progetto di Praline non è certo un esperimento improvvisato, avendo alla sua origine una lunga gestazione da parte dei suoi inventori, i coniugi Sergio Mandelli e Ly thi Thanh Thao.