lunedì 17 febbraio 2014

StorieReali presenta: INTERVISTA A FRANCESCO CORREGGIA


                             "Lo spettatore al centro del quadro"

L'artista Francesco Correggia in "Ritratto con cannocchiale"

«Rimettere al centro l’opera vuol dire avere il coraggio di ridescrivere il mondo, comprendere la sua ineludibile complessità […]»: Francesco Correggia, con questa affermazione, (tratta dal saggio “Di nuovo il senso”, Arcipelago Edizioni), non lascia spazio a fraintendimenti o ambiguità rispetto al suo costante impegno e alla sua radicale posizione, in riferimento alle tematiche artistiche, etiche e sociali di oggi e di ieri. Pittore, video performer, docente, critico, scrittore, saggista, giornalista e curatore: l’originalità e la molteplicità del suo fare e agire lo accomunano a un altro grande artista, con un simile percorso: Carlo Carrà, instancabile sperimentatore e teorico innovativo, quando scrive, (interpretando nuovamente la definizione leonardesca della pittura come “operazione mentale): «La pittura deve cogliere quel rapporto che comprende il bisogno d’immedesimazione con le cose e il bisogno d’astrazione».
La dimensione del Quotidiano, come la sfera del Sublime, sono i territori privilegiati da Correggia, che è consapevole di come questa mappa si traduca in un’esperienza di un’ inadeguatezza, di una pratica sfuggente, un segno che distingue l’artista contemporaneo, partendo da Duchamp. L’esplorazione continua anche nel suo lavoro artistico, dove Francesco Correggia trascende, supera i generi e opera in modo autonomo ed indipendente: il libero recupero della pittura, che si esprime nei suoi infiniti e stratificati cieli, parallela a una dimensione poetica concettuale, quella della scrittura. I suoi testi che attraversano le superfici, che spalancano abissi, le parole che provocano vortici, rispetto al panorama convenzionale e al repertorio standard generale italiano.

mercoledì 29 gennaio 2014

StorieReali presenta: INTERVISTA A STEFANO MAURI


                     Editoria: mitizzare il passato e inventare il futuro


  Stefano Mauri in uno scatto di Yuma Martellanz
                                          


Stefano Mauri, classe 1961, amministratore delegato della Longanesi, è figlio di Giovanna Aureli e Luciano Mauri (luminare dell’editoria, guida delle Messaggerie Italiane e protagonista della distribuzione della carta stampata in Italia).
Per comprendere il ruolo fondamentale che ha avuto nell'unificare e rilanciare diciotto tra case editrici e marchi editoriali, bisogna risalire al 1988, anno in cui Stefano Mauri entra nella Longanesi di Mario Spagnol per fondare l’ufficio marketing del gruppo (che già comprende anche altre case editrici come Adriano Salani Editore, Ugo Guanda e TEA). Al tempo la situazione era di un gruppo in crescita sotto la guida di Mario Spagnol (all’epoca aveva solo una quota del 2% sul mercato) e Stefano Mauri introduce nuovi strumenti di marketing e progetta nuovi sistemi informativi per assistere le scelte editoriali.
Stefano Mauri vuole viaggiare su due binari paralleli: la qualità e varietà delle scelte editoriali e il rilancio dell’editoria, anche dal punto di vista aziendale e produttivo. Egli cerca di rendere le case editrici indipendenti e autosufficienti dal punto di vista finanziario ed economico. Il progetto è sempre lo stesso: trovare nuovi autori interessanti per i propri lettori e nuovi lettori per i propri autori, usando tutte le competenze e le tecnologie disponibili.

lunedì 13 gennaio 2014

StorieReali presenta: INTERVISTA A STEFANIA TRINCHERO


                                                          "IN & OUT"


La psicologa Stefania Trinchero


Da molto tempo alcuni esponenti del mondo culturale e della società civile si attivano e s’impegnano in attività e progetti all’interno del carcere, ottenendo la partecipazione dei detenuti, l’attenzione dei media e l’ammirazione di coloro che si battono con coerenza e convinzione per le cause degli emarginati e dei confinati fuori dal mondo. Sorge a volte il sospetto che, passato il clamore dell’evento, tutto si acquieti e ognuno ritorni nei propri ambiti e alle solite abitudini quotidiane. Esiste però un piccolo esercito invisibile e silenzioso, che agisce nell’anonimato e di cui anche la psicologa Stefania Trinchero fa parte.
Nel carcere di Marassi di Genova, dove lei lavora per il dipartimento della Salute Mentale dell’ASL dal 1997, i suoi pazienti l’aspettano ogni giorno per essere ascoltati e non dimenticati. E’ proprio da questa esigenza che Stefania Trinchero decide di scrivere una storia tra una madre detenuta e una figlia, mettendo in atto un canale di comunicazione tra il mondo interiore dei detenuti e il mondo esterno, descrivendo l’evoluzione del suo impegno letterario.        
Il libro, “La carezza del sole. Una madre, il carcere, una figlia”, tra immaginazione e realtà, riassume in modo autentico anche se lirico gli aspetti della vita quotidiana dei detenuti , la disperazione dell’isolamento ma anche la speranza di un futuro diverso.     

lunedì 6 gennaio 2014

LA GRANDE MUSICA: La Traviata di Giuseppe Verdi al Teatro alla Scala e Il Trovatore a Berlino
La Traviata-Direttore: Daniele Gatti; Regia e scene: Dmitri Tcherniakov; Costumi: Yelena Zaytseva; Violetta: Diana Damrau; Alfredo Germont: Piotr Bezcala; Giorgio Germont: Zelico Lucic
Dal  7 dicembre 2013 al 3 gennaio 2014

Il Trovatore- Direttore: Daniel Barenboim; Regia: Philipp Stoelzl; Scene: Conrad Moritz Reinhardt/ Philipp Stoelzl; Costumi: Ursula Kudrna- Il Conte di Luna: Placido Domingo; Leonora: Anna Netrebko; Manrico: Agostin Rivero; Azucena: Marina Prudenskaja, Ferrando: Adrian Sampetrean 
Staatsoper im Schiller Theather-Berlino
Dal 29 novembre al 22 dicembre 2013


“La Traviata”, che ha inaugurato la stagione 2013-14 della Teatro alla Scala lo scorso 7 dicembre, ha altresì segnato l’atto finale delle celebrazioni verdiane. “ La Traviata” mancava nel cartellone scaligero dal 2008 allorchè fu ripreso, per un’ultima volta e, per la verità assai stancamente, l’allestimento che Liliana Cavani approntò nel 1990 per uno dei più alti vertici della direzione musicale di Riccardo Muti. 

venerdì 27 dicembre 2013

StorieReali presenta: INTERVISTA A MARGHERITA PALLI

La sensazione del meraviglioso


Margherita Palli all'Opera Garnier Parigi, 2009
foto di Ugo Rota

Che cosa accomuna, oltre il diploma all’Accademia di Brera, Margherita Palli, una scenografa visionaria, con alle spalle un’immensa produzione e collaborazioni teatrali in Italia e all’estero e Alik Cavaliere, uno scultore, che ha sperimentato nuovi scenari e lo sconfinamento fisico e mentale dell’opera?
Prima che un sodalizio creativo ed intellettuale, la loro è stata una grande amicizia, entrambi concordi sul presupposto fondamentale, che il processo creativo e l’invenzione scenografica, non possono essere limitati e strutturati, in schemi fissi e ripetitivi.

lunedì 23 dicembre 2013

IL GRANDE CINEMA: Lunchbox

Mi è proprio piaciuto!!
Una premessa è d'obbligo: io amo moltissimo l'India, pochi mesi fa sono stata a Mumbai e l'ho trovata una città stupenda. Il film è indiano ed è girato a Mumbai. Che questo abbia influenzato il mio giudizio, è poco, ma sicuro.
Oltre a ricordarmi Mumbai, e l'India in genere, però, questo film mi ha anche ricordato....

giovedì 19 dicembre 2013

StorieReali presenta: INTERVISTA A ELEONORA CHIESA

Neverending story


Eleonora Chiesa in una foto di Serena Carminati

Nell’ultima rassegna di Documenta, ci si imbatteva in zerbini di Fabio Mauri, che nessuno calpestava e tutti leggevano, in particolare la scritta: “l’arte fa perché è storia e mondo”, questo presupposto, sembra essere fondamentale per il video: “Quartiere Propaganda” di Eleonora Chiesa. Dal lontano 1965, anno del primo video in presa diretta: “Cafè Gogo, 152 Beefeter Street”, di Nam June Paik, l’intento era d’indagare e visualizzare la trasformazione del rapporto tra l’uomo e il mondo, da parte dell’artista coreano, devastando e riplasmando il mezzo televisivo. Wolf Wostell, partendo dal gruppo Fluxus, enfatizza invece, la performance-documento, per sottolineare l’ambiguità e la perversione di questi cambiamenti incontrollabili ed istantanei. Eleonora Chiesa, pur nella consapevolezza dei precedenti storici , si concentra sulla relazione e il coinvolgimento tra l’interlocutore e gli abitanti del quartiere Cornigliano, parte della città di Genova.