venerdì 12 luglio 2013

SCOIATTOLI CLANDESTINI

Arriveranno gli scoiattoli clandestini di Dado Schapira ad agosto nelle valli ampezzane?



PROGETTO :  “Scoiattoli clandestini INVASIONE”,  di Dado Schapira

DATA PREVISTA :  Agosto 2013     

SOGGETTO: 1.000 sagome a forma di scoiattolo in metallo policromo o cartoncino trattato

LUOGO: Boschi attorno e sui confini alla Valle d’Ampezzo - Veneto - Italia

GENERE: progetto site specific  e  performance con  percorso open-air

CONCEPT:  Piccoli scoiattoli clandestini, tanti ,  invadono i boschi. Metafora dell’appropriazione del territorio, dell’operosità, del viaggio, della fuga, dell’ammiccamento. Si comportano come nei sentieri della vita reale: spaventati od intraprendenti. Metafora dell’esistenza.

Alcune sagome, mascherate in incognito forse riusciranno a violare il territorio Cortinese ??, dove possono entrare solo come piccoli clandestini !!

L’artista pone l’accento sulla conservazione di un patrimonio naturale, e sul rispetto per  un ecosistema, dandone una lettura apparentemente ludica che comunica in modo più immediato e contemporaneo un messaggio educativo di grande attualità.

Giocando con le parole sulle sagome si mette in risalo, con ironia, anche il problema della clandestinità, in ogni luogo, visto spesso a torto come pericolosa “invasione”di estranei sulle nostre terre.

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Il bosco: silenzi, odori, buio, luci filtranti. Luogo prediletto dagli animali. Un mondo ovattato, misterioso, libero.

 Territorio di conquista dell’uomo da sempre, lotta per la vita.

Le sagome di  “Scoiattoli clandestini INVASIONE” sono lì , fermi ed ammiccanti, guardinghi e beffardi nella loro immobilità. Perfettamente a loro agio, colorati ed appesi ad alberi dalle cortecce importanti.

Appesi dall’uomo come conquista sull’animale, l’eterno compiacimento, in questo caso dell’artista, di dominare uno spazio chiuso e vibrante come il bosco, per  allontanare come sempre le paure.

Ma il gioco in questo caso è più complesso:  1.000 scoiattoli diventano un’ ”INVASIONE ” incontenibile, sfuggono di mano, servono da monito per chi li osserva:

….. noi abitiamo qui, la nostra casa, la nostra vita, la nostra libertà, dipendono da te essere umano.
…..Osservami, rispettami, non mi prendere, lasciami andare, non siamo clandestini!

Rispetta la mia casa …. Abito qui ….. 
ed alcuni aggiungono  …. anche se siamo CLANDESTINI non disturbiamo nessuno ….


E’ questo è il vero grande messaggio dei 1000 piccoli invasori disseminati nei sentieri, pronti a proseguire il loro viaggio in altri luoghi, in altre valli e montagne felici di accoglierli!!. Pronti a trasformarsi da “INVASORI clandestini” a messaggeri per la salvaguardia delle specie, della natura, della vita ovunque essa sia.

L’artista, da sempre itinerante, si fa accompagnare da questi piccoli animali vivaci ed operosi, nell’estremo tentativo di ritrovare nel verde intenso dei boschi, quella pace che oggi, in questo mondo,  può solo tentare di costruire intorno a sé.
I suoi piccoli amici clandestini, come affettuosamente “li chiama” l’artista, rappresentati come sagome dai caratteri volutamente infantili, in quanto i maggiori fruitori del “gioco” dovrebbero essere i bambini, portando gli sci in spalla, ai piedi, passeggiano con la piccozza ed arrampicano con le corde, "gironzolano" scodinzolano contenti nei boschi fra le  montagne, sono liberi e nello stesso tempo attaccati al loro mondo con fili, che non servono ad imprigionarli come vorrebbe l’uomo, ma rappresentano il loro legame a questi luoghi, sono felici di essere stretti a questi boschi perché sono il loro mondo. Fili tesi verso l esistenza.


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